Quando gli occhi dicono una cosa e la bocca un'altra, l'uomo avveduto si fida del linguaggio dei primi.
R.W. Emerson
I più accreditati studi hanno dimostrato che, ai fini della trasmissione di un messaggio, le parole (il linguaggio verbale) contano solo per il 7%, il tono della voce (linguaggio paraverbale) per il 38%, mentre il ruolo più preponderante viene giocato dal linguaggio del corpo (55%).
Se ci pensi bene, la differenza di significato di una parola o un'intera frase è data dal tono della voce, dall'espressione del viso e dal modo di gesticolare di chi le pronuncia.
Insomma, nella comunicazione ciò che importa maggiormente non è cosa viene detto, ma come, che determina il tipo di relazione esistente tra le persone.
Quando comunichiamo non è solo importante ascoltare attentamente, cercando di cogliere le sfumature della voce, ma anche osservare i segnali lanciati dal corpo.
Il corpo parla, a volte esprime le stesse cose delle parole, a volte cose diverse.
Saper leggere i segnali del corpo e fondamentale per essere dei buoni comunicatori.
I segnali emessi dal corpo sono essenzialmente di tre diversi tipi, sono segnali di scarico di tensione, di rifiuto e di gradimento.
Durante la puntata Roberto Re ti condurrà alla scoperta di alcuni di questi segnali e illustrerà i 5 passi per diventare un buon comunicatore:
- sviluppare la capacita di ascolto;
- imparare a mettersi sulla lunghezza d'onda dell'interlocutore;
- imparare a fare domande;
- applicate la teoria dell'iceber;
- essere se stessi.
Ospite dalla puntata un grande comunicatore, oltre che un modello di leader di se stesso: Gianfranco Funari.