“Non c’è forza più grande nella psicologia umana
del bisogno che abbiamo di rimanere coerenti con la nostra identità”.Anthony Robbins
Ogni volta che ci comportiamo coerentemente con la nostra identità ci sentiamo noi stessi e questa è la massima sensazione di certezza che si possa avere. Per questo spesso per giustificare il nostro comportamento ricorriamo all’espressione: “Io sono fatto così!” e in questo modo rafforziamo la nostra sicurezza. Tuttavia, al tempo stesso, la convinzione circa la nostra identità limita le nostre possibilità di crescita. Quanto più siamo attaccati al nostro modo di essere e all’idea che “siamo fatti così”, tanto più questo crea resistenza ai cambiamenti che noi stessi desideriamo fare.
Un vero cambiamento può dirsi tale solamente quando cambia l’identità della persona, quando cioè cambia ciò che crede di se stesso e quindi come si vede nei confronti della nuova situazione. Ecco perché molte persone, pur restando per lungo tempo senza toccare una sigaretta, non riescono a smettere di fumare definitivamente.
Ciò accade perché, con tutta probabilità, a un livello più profondo non sono cambiate le loro convinzioni riguardo al fumo e, soprattutto, non è cambiata la loro identità, che è rimasta almeno in parte quella del fumatore.
Allo stesso modo chi non si sente portato per una data cosa (ballare, imparare una lingua, usare un pc…) non potrà mai riuscirvi appieno. A tal proposito si parla di incapacità appresa.
Al contrario, quanto più siamo in grado di mettere in discussione l’idea che abbiamo di noi stessi, quanto più siamo flessibili e malleabili caratterialmente.
Più l’immagine che abbiamo di noi stessi è ampia e sfaccettata e più riusciamo a vederci e sentirci adeguati in ruoli diversi, in modi di essere e di fare diversi, tanto più ci sarà facile vivere positivamente il cambiamento, evolverci e migliorare.
Inoltre, un’identità ricca e poliedrica può essere un buon antidoto contro l’infelicità.
Tutte le persone che limitano la loro identità, racchiudendola in poche e ristrette definizioni, o, ancor peggio, la legano totalmente a un ruolo o un’attività che ricoprono nella loro vita,corrono il rischio di non avere più un significato quando questo ruolo o questa attività viene a mancare.
Testimonial della puntata sarà John Kirwan, ex All Blacks e allenatore della Nazionale italiana di Rugby.